
Se corrispondono al vero i fermenti che provengono dal mondo ambientalista, pare che si stia finalmente superando quel limite, molto italiano, che vedeva i “verdi” succubi della sinistra al punto da farli risultare decisamente “rossi”. Non è una cosa da poco e non è un’occasione da sottovalutare.
La coscienza ambientalista o, più semplicemente, la valorizzazione dell’ambiente in cui si vive e la difesa dello stesso, sono un patrimonio che non può essere lasciato alla strumentalizzazione politica e nemmeno allo scontro acritico. Del resto non si capisce perché l’opzione “verde” debba essere più affine allo statalismo che non al liberismo. Non sono forse lo statalismo e l’intervento massiccio del pubblico nell’economia, come nei tragici esempi di Gioia Tauro o di Porto Torres, che hanno provocato i peggiori guasti ambientali?
Se fosse davvero possibile allora liberare l’ideale ambientalista dai suoi connotati di lotta politica, le prime ad avvantaggiarsene sarebbero le amministrazioni locali dove sarebbe possibile sperimentare uno sviluppo bio-regionale.
Non abbiamo qui lo spazio per spiegare dettagliatamente cosa intendiamo per modello bio-regionale, lasciamo a chi ne ha voglia l’approfondimento (per esempio leggendo Kirkpatrick Sale) e ci limitiamo ad alcune considerazioni. Il modello “bio-regionale” si basa sulla naturale attenzione che una comunità ha per la storia, le caratteristiche e la difesa del proprio territorio e si contrappone al modello “statale” troppo distaccato dai reali bisogni della gente e destinato per tanto ad essere dominato dai poteri forti.
Per fare alcuni esempi: le rubriche che appaiono su questo giornale sulla natura, sulla storia, sui percorsi del nostro territorio sono fatte in chiave bio-regionale; le tante iniziative che animano i fine settimana sono spesso espressioni bio-regionali; bio-regionale è stata la logica con cui abbiamo fortemente limitato gli ambiti di applicazione del Piano-Casa ed è la logica con cui ci apprestiamo a definire il nuovo Piano di Governo del Territorio.
Ecco, la nostra amministrazione, di Centro-Destra, liberale e liberista, è pronta ad accettare la sfida “bio-regionalista”, è pronta a fare ciò che è possibile per diffondere il senso di appartenenza dei nostri cittadini alla realtà di Buccinasco affinché, conoscendone ed amandone le caratteristiche, ci aiutino a meglio difenderle.
Speriamo che, su queste basi, chi si sente ambientalista e si rifiuta di usare la “demagogia verde” contro il “nemico di centro-destra”, abbia voglia di trainare con noi questo processo.
Loris Cereda
Pubblicato il 19/01/10 11:20 in DOCTOR CEREDA, I PRESUME? (Sindaco risponde) - 122 visite
#1
Gentile Sindaco,
sono d'accordissimo con lei. IL VERDE non ha padrone. Infatti sul tema ambientalista ho appena presentato due proposte per il PGT, una relativa ad un parco urbano, una mirata ad evitare che la piantumazione promessa sulle roggie dal MASTER PLAN II dei Navigli venga disattesa e/o rasa al suolo. Al che mi toccherebbe coinvolgere l'ARPA.
Se le sue parole sono VERE, ha l'onere e l'onore di inserire nel PGT le due proposte da me appena sottomesse.
Altrimenti le sue sono solo parole al vento e al web inutili.
Grazie per il suo tempo.
Ing. Alberto Peronaci
di pero - del 19/02/10 15:18:42
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